Nuova sanatoria 2012 per gli stranieri extracomunitari clandestini in Italia.

Nuova sanatoria 2012 per gli stranieri extracomunitari clandestini in Italia.


Il Senato chiede al Governo una sanatoria per gli immigrati.


In contrasto con le ultime dichiarazioni del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, la quale afferma che “Non si puo’ passare da una sanatoria all’altra. Queste non sono la soluzione del problema” , il 5 giugno 2012 il Senato ha espresso parere positivo sullo Schema del decreto legislativo, recante attuazione della direttiva 2009/52/CE, che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (466), ma condizionandolo al fatto che il governo faccia una nuova regolarizzazione per gli stranieri extracomunitari già presenti in Italia.

Sanatoria o regolarizzazione che permetterebbe:

  • ad un gran numero di lavoratori stranieri clandestini o irregolari, già presenti sul territorio italiano di ottenere il permesso di soggiorno per lavoro, avendo già datori di lavoro disposti ad assumerli regolarmente e versare i relativi contributi.

  • ai datori di lavoro di evitare di incorrere in pesantissime sanzioni, che verranno messe in atto non appena si avrà l’approvazione definitiva dal Governo del decreto legislativo che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti, nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

In Senato, il Popolo delle Libertà, il Partito Democratico ed il Terzo Polo, chiedono al Governo l’introduzione di nuove norme affinchè l’emersione del lavoro nero sia più ampia possibile, con conseguente recupero fiscale e contributivo da parte dello Stato. In tal senso hanno trovato un accordo indicando anche i dettagli della procedura di regolarizzazione: far pagare mille euro ai datori di lavoro che sono disposti a sanare la posizione di ciascun lavoratore impiegato clandestinamente, nonché a corrispondere loro le retribuzioni e i contributi arretrati che sarebbero stati dovuti in caso di assunzione regolare.

Il parere del Senato non è vincolante, ma certamente il Governo non può non prendere in considerazione le richieste delle imprese, delle famiglie, della maggioranza che lo sostiene e non di meno gli introiti, in tasse e contributi, che entrerebbero annualmente nelle casse dello Stato.

Scritto da Avvocato Pucci Tania

sito: http://www.agenziahelpservice.it/

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